Pecorini Bibliografia e Bibliofilia

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INTRODUZIONE AL CATALOGO DI BIBLIOGRAFIE 1999

Arnaldo Ganda, Docente di Biblioteconomia e Bibliografia, Università degli Studi di Parma

Nel suo aureo libretto dedicato alla Storia della Comunicazione, Massimo Baldini (Roma, Tascabili Economici Newton, 1995, p.83) si è posto la domanda se, nell'ambito di una cultura elettronica ci sia ancora posto per il libro o se la sua scomparsa sarà definitiva, così come avvenne per i volumi manoscritti con i primi prodotti tipografici. Lo stesso Baldini racconta che "il primo a stendere il certificato di morte nei confronti del libro fu il poeta Lamartine che nel 1830 suppose che sarebbe stato ucciso dalla stampa quotidiana in quanto il libro arrivava sempre "troppo tardi" rispetto al giornale" (ibid.).

Negli anni '20 di un secolo dopo l'inventore statunitense Thomas Alva Edison (di umili condizioni, aveva iniziato a lavorare a dodici anni, vendendo giornali sui treni) sentenziò che l'età del libro era finita: il suo colpo di grazia, per l'illustre scienziato, era partito dall'automobile (negli Stati Uniti in quegli anni se ne contava una ogni venti abitanti) in quanto sulle facili Ford si imbarcavano "famiglie intere in cerca di divertimenti, di emozioni, di esperienze che prima erano ricercate solo nel libro e nella lettura" (A.Soriani, Il libro italiano, Milano, Bertieri e Venzetti, 1925, p.122). Al "funerale del libro" contribuiva, secondo Edison, anche il cinema (erano in media mezzo milione gli spettatori che quotidianamente frequentavano le sale di New York) e in Italia Soriani commentava: "coloro che vanno al cinematografo non hanno più tempo e più voglia di leggere libri, neppure quelli illustrati.

Per loro, il cinematografo sostituisce il libro quasi completamente. Essi lo trovano anzi più emozionante, più istruttivo, più realizzatore del libro ed è ben difficile che chi ha speso anche una piccola somma quotidiana per permettersi il divertimento di una buona serie di pictures voglia e possa spendere almeno altrettanto per una buona scorta di libri" (ibid.; p.123). Alla sepoltura del libro avrebbe inoltre partecipato con altri fenomeni sociali, come la pratica dello sport, le scarse risorse economiche dovute soprattutto alla disoccupazione, il "radiotelefono" cioè la radio "che fa ogni giorno un passo gigantesco, penetra negli uffici, nelle case, nelle scuole, nelle biblioteche, nelle fabbriche, anche nelle chiese, a spazzar via libri, giornali e riviste, a togliere il gusto della lettura, l'amore della carta stampata" (ivi).

Più recentemente -come ricorda Baldini- Neil Postman "ha affermato in più opere che il libro è stato assassinato dalla televisione. "La televisione attenta chiaramente alla libertà di leggere -scrive Postman- e lo fa con mano innocente, per così dire. La televisione non vieta i libri, semplicemente li mette da parte". A suo avviso, nella nostra società non solo è in aumento l'analfabetismo (totale o funzionale), ma si va sempre più estendendo l'aletteratismo, la capacità cioè di leggere, ma senza l'inclinazione alla lettura" (Storia della Comunicazione, cit., p.83). E Baldini riferisce ancora di altri estensori (prematuri) di necrologi del libro ma anche di altri sociologi "che non vedono affatto all'orizzonte una catastrofe disalfabetica... né credono che la cultura elettronica sarà inevitabilmente una cultura anti-tipografica. A conferma delle loro tesi adducono il fatto che non sono mai stati prodotti tanti libri a stampa in questi ultimi decenni di testualità elettronica" (ivi).

Ma ecco il nuovo catalogo della Pecorini: una prova lampante, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanto il prodotto tipografico goda ottima salute -nonostante le Cassandre del passato, le periodiche crisi, le metamorfosi in atto, l'editoria on-line- catalogo rigoroso nella descrizione bibliografica, magistralmente impaginato e impresso dalla Stamperia Valdonega di Verona. Anche il riscontro con le edizioni precedenti permette di osservare la costante crescita dei titoli (quelli proposti nel 1994 erano 726 rispetto ai 1300 del 1999). Gli indici per titoli e per argomenti presenti anche in questa edizione, oltre a facilitare la ricerca, permettono suggestive letture tematiche trasversali.

Assommano a una quarantina le imprese editoriali rappresentate da Pecorini, imprese in genere di modeste proporzioni ma tutte di notevole grandezza per l'alta specializzazione in determinati settori o aree disciplinari: la storia locale, l'arte, la musicologia, la bibliografia, la filologia, oltre ai volumi anastatici per raffinati bibliofili e alle provvidenziali edizioni facsimilari. Libri stampati con coraggio e in tirature modeste, ma nel contempo libri intramontabili per il contenuto, destinati a diventare sempre più preziosi e ricercati.

Quello dei libri è un mestiere tramandato con passione e convinzione in famiglia Pecorini: Lalla che l'ha appreso dal padre Osvaldo (approdato a Milano dalla nativa Firenze, ex dirigente dell'Alfa Romeo, rappresentante della Libreria Editrice Fiorentina prima e infine della Leo S. Olschki) con coraggio ammirevole ha di recente poco più che raddoppiato gli spazi espositivi di Foro Buonaparte 48. Con intelligenza e fantasia ha tra l'altro trasformato un grande salone in una originale Kunstkammer collocando in vetrine e appositi espositori antichi volumi , legature di lusso, pregievoli esemplari bibliografici accanto a riproduzioni in facsimile di codici splendidamente miniati e a strumenti musicali. Qui, in un'atmosfera quasi magica, si tengono anche dibattiti e concerti di musica rinascimentale. Un punto di incontro, quasi un cenacolo, per studiosi, librai, editori e bibliofili e per chi crede ancora nel prodotto tipografico come primario strumento di arricchimento culturale. Grazie per tutto ciò e grazie soprattutto per questo catalogo, efficace strumento di consultazione e di informazione bibliografica.